Crisi del debito, costa 6000 euro a ogni italiano

dic 02
2011

imagescacfck0e1Crisi del debito, costa 6000 euro a ogni italiano

A partire dal 2000 i cittadini hanno dovuto subire gli effetti di ben 19 manovre correttive

“Per migliorare la situazione dei nostri conti pubblici, negli ultimi 12 anni abbiamo subito 19 manovre correttive. Se aggiungiamo anche quella che si appresta a fare nei prossimi giorni il governo Monti, la dimensione economica  complessiva di queste 20 finanziarie ammonta a 575,5 miliardi di euro. Se invece analizziamo gli effetti economici complessivi che gravano sulle tasche dei cittadini italiani, nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2014, anno quest’ultimo in cui dovrebbero terminare gli effetti delle misure economiche prese in quest’ultima legislatura, ciascun italiano, al fine di correggere il nostro deficit pubblico,  si sarà sobbarcato un costo totale di 6.178 euro”. Così il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che ha ricostruito, a partire dal 2000, gli effetti economici delle manovre correttive approvate dai vari governi che si sono succeduti in questi ultimi 12 anni.

 ”E’ interessante notare - prosegue Bortolussi - che dal 2008 le manovre correttive sono pluriennali. In pratica esplicano i loro effetti in più anni. Nel 2011, ad esempio,  si sovrappongono i risultati di 10 provvedimenti presi precedentemente  che producono degli effetti economici sui nostri conti pubblici per un importo totale pari a 77 miliardi di euro.” Purtroppo le brutte notizie non terminano qui. “Nei prossimi anni - conclude Bortolussi - le cose non miglioreranno di molto. Anzi, nel 2013, anno in cui è previsto il pareggio di bilancio, la dimensione delle misure prese in questi ultimi anni raggiungerà il livello record di 84 miliardi di euro per un costo, finalizzato a migliorare la correzione del deficit, pari a 1.302 euro pro capite”.

Dalla Cgia di Mestre fanno notare che gli importi dei provvedimenti presi in esame in questi ultimi 12 anni sono stati rivalutati a prezzi costanti 2010. Inoltre, si è ipotizzato che la manovra economica da 25 miliardi che il nuovo Governo Monti presenterà nelle prossime settimane sia destinata interamente alla correzione del deficit pubblico.

Pensioni, la grande giungla dei privilegi

nov 30
2011

imagescacfck0ePensioni, la grande giungla dei privilegi

Tra fondi speciali e aliquote contributive ridotte, sono numerose le disparità di trattamento tra lavoratori

Le pensioni italiane sono attraversate da diverse disparità. La più evidente è quella introdotta dalla riforma Dini del 1995, che ha diviso i pensionati in due categorie. I più fortunati – con almeno 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 – che beneficiano di assegno calcolato con il metodo retributivo. E i più sfortunati, con meno 18 anni di anzianità contributiva al 1° gennaio 1996 che vedranno le pensioni calcolate con il contributivo.

Ma non basta. L’ordinamento italiano prevede vere e proprie “sacche” di privilegiati che, al di fuori delle regole applicate a tutti cittadini, consentono di uscire dal lavoro a condizioni decisamente vantaggiose.
Per esempio i dipendenti della Regione Sicilia che ancora possono andare in pensione anticipata a 45 anni: basta che abbiano un parente infermo da assistere. Situazione a cui la Sicilia pare intenzionata a porre un brusco stop, anche se il solo annuncio ha scatenato una fuga dal lavoro.

Poi ci sono i fondi speciali Inps e Inpdai che offrono sostanziali sconti sull’età. Il personale viaggiante dei trasporti può andare in pensione di vecchiaia a 60 anni (55 per le donne). Invece gli iscritti al fondo Volo possono accedere alla pensione di anzianità cin un anticipo fino a cinque anni rispetto ai normali lavoratori.
I privilegi esistono anche nel campo delle aliquote contributive, come ha sottolineato Domenico Proietti sul Correre della sera, segretario confederale della Uil ed esperto di previdenza. La questione riguarda i lavoratori più anziani, che vanno in pensione col sistema di calcolo retributivo che frutta una pensione in rapporto alla retribuzione: una persona che paga il 33% e un’altra che paga il 20% o anche meno, prendono entrambi il 2% della retribuzione per ogni anno di versamento. E’ evidente il vantaggio di cui beneficia il secondo lavoratore.

Redditometro, ecco quando scatta l’indagine del fisco.

nov 08
2011

salvadanaio_324Redditometro, ecco quando scatta l’indagine del fisco.

L’auto sportiva vi salva dall’accertamento se la usa un altro e potete dimostrarlo ma non se è il vostro unico sfizio. Questa e altre particolarità nel nuovo redditometro

Meno di due mesi alla radiografia del fisco. Da gennaio 2012 diventa operativo il nuovo redditometro con le sue sette categorie di analisi. Una griglia (o una graticola?) sulla quale verranno passati i contribuenti per capire la loro “coerenza”, ovvero se il loro tenore di vita è compatibile col reddito dichiarato. Se la discrepanza tra il reddito presunto in base ai consumi e alle proprietà (o meglio, alle disponibilità) e quello dichiarato supera il 25% per due anni di seguito scatta l’accertamento del fisco. E non illudetevi: non basta mettersi in riga dall’anno prossimo. Se avete tenuto uno stile di vita “sospetto” negli ultimi due anni non avete scampo: il redditometro analizzerà i redditi a partire del 2009 (dichiarazioni 2010).

Ma come funziona concretamente il nuovo redditometro? Ecco qualche esempio.

Auto di lusso

Secondo i calcoli dell’Agenzia delle entrate chi risulta intestatario di un veicolo con più di 21 cavalli fiscali (dai 2.080 cc di cilindrata in su) dovrebbe avere un reddito almeno di 40mila euro. Ma il redditometro guarda all’effettiva disponibilità di un bene: l’intestatario si “salva” quindi  se dimostra che l’auto è di fatto posseduta e utilizzata da un altro soggetto che invece dichiara un reddito adeguato.

L’auto inoltre è spesso un bene strumentale, cioè utilizzato per lavoro (da un professionista o imprenditore): il valore calcolato deve tener conto di questo fattore e il reddito presunto in capo all’utilizzatore in questo caso va “ridotto”.

Beni di famigliaredditometro

Un altro caso riguarda il bene intestato a un soggetto con un reddito non adeguato ma con un familiare che “può permetterselo”. E’ il caso tipico del padre che compra una casa e la intesta al figlio. E’ una delle ipotesi in cui la giustificazione al fisco risulta più facile perché gli atti di compravendita e i flussi di denaro sono facilmente dimostrabili.

Vita da ereditieri

Può accadere che il tenore di vita “esagerato” rispetto al reddito dichiarato sia dato dal fatto di avere ereditato denaro o altri beni che vengono rivenduti. In entrambi i casi il patrimonio è stato tassato alla fonte (nel caso di conto corrente col prelievo fiscale sugli interessi). Anche in questo caso dovrebbe essere facile dimostrare che non si tratta di evasione fiscale. Ma il condizionale è d’obbligo perché il fisco è molto “diffidente”, soprattutto se tra l’eredità e l’utilizzo delle somme passa molto tempo o se questo utilizzo si protrae a lungo. Anche in questo caso è consigliabile documentare tutti i movimenti e gli acquisti in relazione all’entità del patrimonio ereditato.

Il fisco è cieco

C’è da considerare, infine, che il redditometro è poco sensibile ai casi particolari, agli stili personali di vita e di consumo. Se avete, per esempio, una passione sfrenata per le auto sportive e ne avete comprato una risparmiando su tutto il resto e conducendo una vita frugale, questo non vi salverà. Il sistema registra “automaticamente” i disallineamenti e non li “compensa” con altri risparmi. (A.D.M.)

CRISI ECONOMICA: in calo i consumi per almeno due anni

ott 18
2011

crisi-economica-2CRISI ECONOMICA:  in calo i consumi per almeno due anni

In contrazione tutti i settori, ad eccezione delle spese per le abitazioni e la sanità

Le crisi finanziarie, la bassa crescita fanno sentire i loro effetti sui consumi. Fino al 2013 il tasso di incremento è calcolato attorno allo 0,4% annuo. Tenendo conto, però, le spese per abitazioni e sanità, uniche voci previste in aumento. Due le soluzioni alla crisi. Le imprese devono creare un solido legame tra consumatore e brand. Una fidelizzazione facilmente realizzabile grazie all’innovazione e alle piattaforme digitali. Sono queste le tematiche emerse nel corso della 5° edizione del “Consumer & retail summit”, organizzato dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore in collaborazione con Mark Up e Gdo Week.
Vediamo quali sono le previsioni nel dettaglio per il periodo 2011 - 2013.

Alimentari e bevande: 2011, - 0,3%; 2012: - 0,4%; - 0,4%. Un diminuzione causata dai mutamenti demografici – invecchiamento della popolazione – e sociali – perdurare della crisi -.

Trasporti: 2011, - 1,8%; 2012, - 0,6%; 2013, - 0,6%. Diminuzione causata dalla forte contrazione delle spese per l’acquisto di veicoli.

Abitazione: 2011, + 0,5%; 2012, + 1,1%; 2013, - 1%. In questo caso il settore beneficia del fatto che molte d queste spese sono meno comprimibili (basta pensare all’adeguamento degli impianti di riscaldamento).

Abbigliamento e calzature: 2011, - 0,9%; 2012, - 1%; 2013, - 1,1%. In quanto bene non necessario, il settore è sensibile alle debolezze dell’economia.

Mobili ed elettrodomestici: 2011, - 0,9%; 2012, - 0,6%; 2013, - 0,8%. Il settore immobiliare è atteso in difficoltà, aggravate dal problematico acceso al credito (mutui).

Sanità: 2011, 1%; 2012, + 1,8%; 2013, + 1,5%. Settore anticiclico che, inoltre, beneficia dal progreesivo invecchiamento della popolazione.

Sul tema delle soluzioni per il rilancio della crescita, nel corso del convegno, è emersa una ricatta che punta ai sussidi per le famiglie a basso reddito, al rilancio dell’occupazione femminile e all’avvio delle liberalizzazioni.

MARTEDI - 11 OTTOBRE

ott 12
2011

screenhunter_0520jan_20312008_56Al male che giunge ponete subito rimedio. Aulo Persio Flacco
 
 Al miei tempi. . . non si incontrava mai nella buona società nessuno che lavorasse per vivere. Era considerata una cosa sconveniente. Oscar Wilde
 
 Al mondo non c’è coraggio e non c’è paura, ci sono solo coscienza e incoscienza. La coscienza è paura, l’incoscienza è coraggio. Alberto Moravia
 

Fax promozionale scambiato per allarme bomba: quartiere evacuato

SHLAND, Mass. – Un fax pubblicitario arrivato ad una banca è stato scambiato mercoledì scorso per la minaccia di un attacco terroristico, spingendo le autorità ad evacuare tutti gli edifici adiacenti, tra cui anche un asilo nido.
Il direttore della filiale della Bank of America ha chiamato la polizia dopo aver ricevuto un fax che conteneva il disegno di un fiammifero acceso e di una bomba, ha spiegato il portavoce della banca Ernesto Anguilla.
Ma il testo (che includeva le frasi “Inizia il conto alla rovescia” e “Settimana per l’impegno per le piccole imprese, 4-8 giugno”) spiegava che si trattava di un messaggio pubblicitario – peraltro, relativo ad una promozione interna alla banca. Fatto sta che il fax della filiale non funzionava correttamente ed ha “tagliato” l’inizio e la fine del fax, che appunto conteneva il testo, facendo diventare il fax piuttosto sospetto, ancor più per il fatto che subito dopo la filiale ha ricevuto un pacco “sospetto”, in realtà inviato da un cliente, e che gli artificieri hanno scoperto contenere semplici documenti.
Lo stesso fax era stato inviato alle filiali della Bank of America nel New England, New York e New Jersey, senza mai provocare allarmi.